4-3-3 ampio e tutti all’attacco: ecco come sarà la Fiorentina di Vincenzo Italiano

Conosciamo meglio la viola che verrà: queste sono le caratteristiche del mister. Dalle sue prime parole, la filosofia è già chiara.

“Aver sposato il progetto della Fiorentina non è stata una scelta difficile. Quando ero calciatore ricordo che non dormivo per due giorni quando dovevo giocarci contro. A Firenze metterò il cuore per tornare a intimorire tutti. La sensazione è quella di essere arrivato in un ambiente attrezzato con ragazzi motivati. Il mio slogan è chiaro: difendere bene, attaccare benissimo.” Queste sono le frasi salienti delle prime parole di Vincenzo Italiano da allenatore della Fiorentina. Il mister è stato presentato giovedì 15 luglio a Piazzale Michelangelo e ora si trova a Moena per il ritiro estivo con tutta la squadra. Già dalle dichiarazioni precedenti, possiamo certamente comprendere quali siano le volontà di Italiano. Ma impariamo a conoscerlo meglio…

 

PAROLA D’ORDINE: AGGRESSIVITÀ. Abbiamo imparato a conoscere Vincenzo Italiano vedendolo all’opera con lo Spezia della scorsa stagione. Gli aquilotti si sono salvati con una giornata di anticipo, mettendo in mostra la loro qualità con un gioco spumeggiante, insolito per un team da medio-bassa classifica. La nuova Fiorentina non avrà caratteristiche troppo differenti dallo Spezia 2020/21. Per Firenze, c’è una grande novità: dopo due stagioni con il reparto difensivo composto da soli tre centrali, torna la difesa a 4. A completare gli undici ci sono tre centrocampisti, due ali offensive e la punta centrale. Il classico 4-3-3. Ciò che ha contraddistinto Italiano è l’aggressività con la quale le sue squadre approcciano all’avversario, soprattutto in fase di non possesso. 

 

UN POSSESSO VERSATILE. Lo Spezia di Italiano ha cercato di creare azioni con diverse possibilità. Un’arma è stata il lancio lungo del portiere direttamente verso l’attaccante (prospettiva positiva, data l’abilità di Vlahovic nel giocare di sponda e nei contrasti aerei), per poi aggredire la seconda palla. Non a caso, i bianconeri sono stati la prima squadra dello scorso campionato per lanci lunghi. Quest’ultimi cercano spesso anche gli esterni; infatti, molte azioni spezzine partivano dalle fasce, sfruttando l’ampiezza e aggredendo gli spazi liberi. Il gioco di Italiano è fatto anche di geometrie: il triangolo più comune, in fase di possesso, è composto da terzino, mezzala e ala. Tutto, dunque, sugli esterni. In caso di difficoltà nell’avanzare, si ricorre ad arretrare un terzino per formare una provvisoria difesa a tre e a staccare l’altro, mandandolo in linea con le mezzali. Un’altra variante è l’arretramento del mediano in favore dell’avanzata dei terzini. Uno stile di gioco, dunque, coraggioso, che si sviluppa specialmente sulle fasce e che garantisce un buon livello di intensità.

 

UNA FASE DIFENSIVA CORAGGIOSA. Se possibile, la fase di non possesso comporta a rischi maggiori rispetto a quando viene tenuta la palla. Le squadre di Italiano hanno sempre dimostrato di non avere paura; l’atteggiamento è convinto, anche di fronte alle big. La caratteristica principale è la difesa tenuta altissima, una vera e propria arma a doppio taglio. L’iniziativa è sicuramente propensa a mettere in difficoltà l’avversario nell’immediato, ma così facendo, viene lasciato molto spazio tra il portiere e la linea difensiva. Non a caso, il punto debole dello Spezia 2020/21 era proprio la vulnerabilità sugli inserimenti senza palla degli avversari (soprattutto sugli esterni). Mentre in fase offensiva il modulo svaria spesso, il 4-3-3 di base, ricompattandosi, diventa sempre un 4-1-4-1. All’attaccante viene richiesto grande spirito di sacrificio anche a difendere, partecipando attivamente alla manovra.

INTERPRETI: CHI NE BENEFICIA E COSA MANCA? L’approdo in viola di Italiano porta sicuramente dei vantaggi, specialmente a qualche specifico giocatore. Un esempio lampante è Gaetano Castrovilli, le cui qualità palla al piede e nella corsa possono essere sprigionate con questo sistema di gioco. Anche i laterali difensivi devono essere bravi nella fase di spinta; questa, dunque, può essere una nuova opportunità per Cristiano Biraghi e Pol Lirola, anche se il secondo sembra non voler rimanere. Naturalmente, anche la crescita di Vlahovic non sarà arrestata dato la sua già grande forza di volontà. La Fiorentina ha comunque bisogno di qualche innesto. Il tassello necessario da coprire è a centrocampo: occorre un terzo uomo (insieme ad Amrabat e Castrovilli) completo in entrambe le fasi e, soprattutto, bravo con i piedi. Per citarne uno, il profilo perfetto sarebbe Torreira. Altri due acquisti urgenti sarebbero un terzino destro (data la probabile partenza di Lirola) e un’ala per offrire un’alternativa a Gonzalez, Sottil e Callejon e per completare il reparto. Naturalmente, anche un vice Vlahovic è da trovare. Non serve comunque un mercato faraonico o la classica rivoluzione: occorre riparare ciò che manca seguendo le volontà dell’allenatore. Così potremo tornare a divertirci.