Agresti: “A smascherare definitivamente la commistione procuratori-allenatori è stata la clamorosa rottura tra la Fiorentina e Gattuso”

"Di sicuro l'eclatante gesto di Commisso è servito a compattare il fronte dei dirigenti: molti hanno chiamato la Fiorentina per complimentarsi, quasi si volessero ribellare tutti assieme allo strapotere di certi agenti".

Sulle pagine del Corriere della Sera spazio per un’analisi della situazione tra Gennaro Gattuso e la Fiorentina a cura di Stefano Agresti: “A smascherare definitivamente la commistione procuratori-allenatori è stata la clamorosa rottura tra la Fiorentina e Gattuso (…). Il tecnico viola voleva, a ogni costo e subito, che il club acquistasse Sergio Oliveira (…). Sergio Oliveira, naturalmente, è un cliente della Gestifute, l’agenzia di re Mendes. La cronaca di questi giorni ci racconta di altre situazioni simili. Ramadani ha portato Sarri alla Lazio e ora il club biancoceleste tratta una serie di giocatori dello stesso procuratore come Stevan Jovetic, ad esempio, svincolato dal Monaco, oppure il serbo Kostic. Casualmente la Lazio ha bisogno dei calciatori di Ramadani. Altrettanto casualmente a Mourinho, per la Roma, piace un portiere del suo agente Mendes, Rui Patricio (…). Sono procuratori, diventano una sorta di direttori sportivi occulti. Con un cavallo di Troia all’interno del club. L’allenatore. Tutti sanno, ma tutti osservano in silenzio. Finora è stato così. Chissà se adesso la situazione cambierà. Sarebbe ipotizzabile un regolamento che impedisca agli agenti dei calciatori di assistere anche gli allenatori, e viceversa? Una separazione delle carriere, insomma. Di sicuro l’eclatante gesto di Commisso è servito a compattare il fronte dei dirigenti: molti hanno chiamato la Fiorentina per complimentarsi, quasi si volessero ribellare tutti assieme allo strapotere di certi agenti”.