Alfred Duncan, quando non è mai troppo tardi

Tra le sorprese di inizio campionato, spicca il centrocampista ghanese, completamente (ri)trovato in maglia viola.

Ad maiora: la Fiorentina di Vincenzo Italiano cresce e non ha intenzione di fermarsi. Tutto sommato, l’avvio di stagione è stato ottimo. Tralasciando il “terremoto” Vlahovic di questi ultimi giorni e concentrando le nostre attenzioni solo sul campo, vediamo come i dodici punti ottenuti in sette partite sono un bottino importante. Tenendo conto degli avversari affrontati e delle partite disputate, lo è ancora di più. Sono emersi tanti aspetti positivi, a livello di gioco e di spogliatoio. Il “nuovo” che avanza di questa viola si rispecchia anche in calciatori già visti a Firenze, ma che non sono mai riusciti ad esprimersi al 100%, finendo ai margini del progetto. Italiano è stato abilissimo nel reintegrarli nei suoi piani.

Saponara, Callejon, Amrabat, Igor… tutti, anche quelli più in discussione, hanno il loro ruolo in questo organico. Ma l’esempio più lampante di questi primi mesi è senza dubbio la (ri)nascita di Alfred Duncan. Il ghanese è di proprietà della Fiorentina da gennaio 2020, quando la società viola lo ha acquistato l’ultimo giorno di mercato dal Sassuolo. Prestito di 2 milioni di euro con obbligo di riscatto di 15 milioni esercitato a giugno: una cifra considerevole. Ma è difficile biasimare l’investimento, visto ciò che il calciatore aveva fatto vedere in neroverde. Ha sempre mostrato ottime doti da box-to-box, grazie alla sua corsa costante durante tutti i 90 minuti. Si rivela utile in entrambe le fasi; buone capacità di lettura nel difendere, ma si ricordano anche ottimi tiri da fuori. Insomma, dalle parti di Reggio Emilia si incastrava perfettamente nel 4-3-3 targato Di Francesco, talvolta da mediano, talvolta da mezzala destra. Il modulo riusciva ad esaltare le sue caratteristiche.

Scuola Inter, il centrocampista classe ‘93 ha sempre giocato in Italia: dopo i nerazzurri, Livorno, Genova (sponda blucerchiata) e Sassuolo. Ci aggiungiamo anche l’esperienza fatta a Cagliari, nel mezzo della sua avventura in viola, ovvero un prestito secco di 6 mesi costato 1 milione di euro ai sardi. Questo perché fino a pochi mesi fa, il ghanese era reputato ormai fuori da ogni progetto. I primi 18 mesi a Firenze non sono andati particolarmente bene: Duncan non è riuscito ad esprimersi al meglio. Complice un equivoco tattico, in un modulo diverso dal suo solito con un centrocampo fittissimo, complice un adattamento mai completato al 100%, è apparso un po’ macchinoso e tutt’altro che integrato nelle trame della Fiorentina di Iachini prima e Prandelli poi. Nei sei mesi in rossoblu, però, ha giocato con continuità sotto la guida di Semplici, disputando una seconda metà di stagione più che accettabile. E qualcosa è cambiato.

Tornato alla base, dopo il ritiro di Moena, si è percepita subito la fiducia di Italiano nei suoi confronti. Nessuna voce di mercato, nessuna intenzione di cederlo. E allora, anche se nelle retrovie, nelle linee più nascoste, Alfred Duncan torna ad essere considerato una pedina utile per la Fiorentina. Anzi, in realtà dimostra di esserlo più di quanto lo sia stato prima d’ora. Perché è obbligatorio confessare che c’è stata una svalutazione generale del giocatore. Che non abbia fatto bene in maglia viola fino a questo agosto non si discute, ma il comprensibile pessimismo generale, visti i deludenti risultati degli ultimi anni, forse ha influito sul far passare Duncan in secondo piano. Come se fosse qualcuno di inadatto alla Serie A, come se non fosse più considerato un calciatore della Fiorentina. Quando in realtà il ghanese serve alla causa. E non si parla di un fenomeno, ci mancherebbe, ma si parla di un utile. Una pedina che torna comoda in tante situazioni.

A Firenze è arrivato Italiano con il suo 4-3-3. Un modulo che Duncan conosce molto bene, a cui è legato il suo miglior rendimento. Non poteva esserci occasione migliore per tornare nelle gerarchie. Per tornare Duncan anche agli occhi dei più scettici. Entra mezz’ora contro il Torino e parte da titolare a Bergamo, disputando quasi una partita intera. E già dopo questi due match, le due nuove “prime impressioni” sono state più che positive. E hanno trovato conferma anche nelle settimane successive. A Genova sostituisce l’infortunato Castrovilli, offrendo un’altra prestazione brillante. Da lì, è stato sempre titolare finora, a dimostrazione del suo periodo di forma, al quale cercherà di dare continuità. C’è da lavorare, perché magari non ci sono ancora i 90 minuti nelle gambe, ma la strada è quella giusta. Insomma, fa piacere poter contare su un Duncan ritrovato. O meglio, trovato. Perché di fatto, la sua avventura a Firenze parte da queste prestazioni. Ci auguriamo tutti che il vero Duncan sia quello visto in questo inizio.