Grinta, attributi e mentalità. Torino archiviata, avanti in Coppa dopo 120 lunghissimi minuti

Un'ottima Fiorentina ne fa cinque al Maradona e va ai quarti di finale. Ingrana, poi soffre, riesce a resistere e dilaga: è successo di tutto.

Se ad alcuni serviva ancora una conferma che la disfatta di Torino fosse solo una battuta d’arresto, la risposta è arrivata. La Fiorentina batte il Napoli 2-5 in terra partenopea e accede ai quarti di finale di Coppa Italia. Era necessaria una risposta, quantomeno caratteriale, per dimostrare che la squadra non si è persa per strada. La realtà è che questa famigerata reazione si riflette tutta nel risultato, frutto di una partita incontrollabile, ma giocata meglio dell’avversario (e che avversario). Non è soltanto la vittoria in casa di una big, non sono soltanto cinque gol segnati in trasferta, non è soltanto il “sogno” in coppa che resta vivo; è soprattutto un ritorno immediato sulla retta via del percorso. Il match di ieri sera ha fatto spendere energie fisiche e mentali a chiunque, a momenti sembrava non finire più. La viola, poi, ci ha anche messo del suo rischiando il suicidio due volte, nei minuti finali dei due tempi regolamentari. Le follie di Drągowski e un pesante svarione difensivo hanno rischiato di mettere in ginocchio i ragazzi di Italiano, che però hanno avuto la giusta lucidità per reggere i colpi e rafforzarsi con la consapevolezza della situazione. I supplementari ne sono la prova. Ma andiamo per gradi…

57' | Gol di Biraghi (Napoli-Fiorentina 1-2) - Coppa Italia 2021-2022 Video | Mediaset Infinity
Cristiano Biraghi, autore del momentaneo 1-2, dedica il suo gol a Davide Astori. (Mediaset Play)

Il primo tempo è sostanzialmente equilibrato: la viola fa la partita e crea qualche chance (come la traversa scheggiata da Milenkovic), ma il Napoli aspetta e cerca di far male con le ripartenze. Al minuto 41, su intuizione di Saponara, Vlahovic si gira su Tuanzebe e incrocia portando la Fiorentina in vantaggio. Tre minuti dopo la raddrizzano i partenopei con una magia di Mertens, che però nasce da un passaggio di Drągowski consegnato a Lobotka. Le follie del portiere polacco non sono finite: a pochi secondi dal rientro negli spogliatoi, fa un’inconcepibile “gita a centrocampo” andando a vuoto su un retropassaggio di Venuti: a quel punto, Elmas è involato verso la porta e il 69 è costretto a buttarlo giù. Rosso diretto, Fiorentina in 10: l’inerzia della partita svolta e va dalla parte degli uomini di Spalletti. Alla ripresa del match, si vedono timidi tentativi del Napoli di portarsi in vantaggio e Terracciano è provvidenziale su Demme. Un altro turning point è fissato al minuto 57 con una punizione dal limite dell’area per la viola: Biraghi calcia e prende la barriera, poi il pallone gli torna tra i piedi, un controllo e poi il sinistro a giro che bacia il palo ed entra in porta. L’1-2 è un capolavoro firmato dal capitano, uno dei migliori in questo match. Gli azzurri provano a reagire, ma gli ospiti sanno soffrire; Lozano prende un palo, ma per il resto pochi squilli degni di nota. È poi lo stesso Lozano ad essere espulso all’84° per entrataccia su González, ma la partita non muore di certo qui.

Coppa Italia / Napoli-Fiorentina 2-5 dopo i supplementari
Andrea Petagna esulta dopo aver pareggiato i conti al minuto 95. (SSC Napoli)

I minuti di recupero sfiorano il mistico. Al 93° Fabián Ruiz, già ammonito, commette fallo mentre Ikoné vola in contropiede; il direttore di gara Ayroldi non applica la norma del vantaggio e decide di assegnare allo spagnolo la seconda ammonizione e, di conseguenza, l’espulsione. L’errore è eclatante, tanto che l’arbitro deve andare a spiegare la dinamica a Italiano per calmarlo. Ma l’apice di ciò che si intende per follia calcistica è raggiunto al minuto 95: un attacco disperato del Napoli porta a un cross rasoterra, Nastasic buca incredibilmente l’intervento e la palla, non si sa come, passa in mezzo all’area. Petagna deve solo spingere dentro: 2-2, secondo harakiri e tempi supplementari. La banda Spalletti fa un miracolo, ma è stremata e ha un uomo in meno; la Fiorentina può perderla solo per la botta psicologica. Stavolta, però, niente suicidi o scuse, perché i 30 minuti aggiuntivi sono interamente a tinte viola. Al minuto 105, Maleh crossa per Venuti, completamente solo, che arriva alle spalle di Juan Jesus e scarica sul secondo palo con precisione. Il 2-3 è la virtuale chiusura della partita, ma il tabellino viene arricchito nel secondo tempo supplementare. Arriva il primo gol in maglia viola di Piątek: come lui stesso afferma, le pistole sono ancora cariche. Per chiudere in bellezza, a realizzare il definitivo 2-5 ci pensa un brillante Youssef Maleh.

Coppa Italia, Napoli-Fiorentina 2-5: cronaca del match e tabellino
Krzysztof Piątek celebra insieme ai suoi compagni il suo primo gol in maglia viola, il momentaneo 2-4. (Sport Meteoweek)

Che altro aggiungere? Una partita dai mille volti e dalle mille emozioni si risolve nel migliore dei modi per Italiano e i suoi ragazzi. L’avanzata in Coppa Italia è importante, rimanere in corsa significa poter ambire a un trofeo che manca da più di vent’anni, con la consapevolezza di partire da totale underdog. La vittoria è importantissima anche dal punto di vista prolifico: un pokerissimo mancava da febbraio 2020 contro la Sampdoria e il Napoli non ne subiva cinque dal 2008 contro il Milan (in Coppa, addirittura, dal 1963). Tra i singoli, emergono i già citati Biraghi e Maleh, ma anche Venuti, Nico González (e finalmente direi), il solito Vlahovic, le ottime entrate in campo dei due nuovi acquisti e Drągowski, stavolta in negativo. Al di là delle imperfezioni e del caso del polacco, archiviare la botta dell’Olimpico Grande Torino era fondamentale, più di testa che per il risultato che è comunque arrivato. Ogni dubbio, ogni preoccupazione, è tutto svanito nell’arco di 120 minuti sudati, ma che hanno portato a un meritato passaggio del turno. Oltre le buone prestazioni fisiche e la manovra mai sterile e fine a sé stessa, quello che la Fiorentina si porta dietro da ieri è la sua mentalità, ritrovata in pochissimo tempo e forgiata da una coscienza arricchita. Le dimostrazioni di crescita continuano e il gruppo è ritrovato. In ottica Coppa Italia, l’Atalanta sarà un osso durissimo ai quarti di finale, viene da pensare che non ci sia proprio niente da perdere. Ora avanti tutta con l’imperativo di riprendere la marcia anche in campionato: importantissimo sarà l’impegno lunedì sera contro il Genoa, da non sbagliare. La strada giusta è stata ritrovata.