I 5 punti (come la manita di gol viola) di Napoli-Fiorentina

Una partita di Coppa Italia vivace e ricca di gol al Maradona ha premiato la tenacia della Fiorentina. Come i 5 gol rifilati ai partenopei, ecco i 5 punti salienti della vittoria viola.

  1. La reazione della squadra.

Dopo la debacle di Torino, non era facile riconquistare subito serenità ed entusiasmo. Ma i ragazzi di Italiano ci sono riusciti ben oltre le aspettative. Il passaggio del turno non era la sola cosa che contava, ma esserci riusciti dopo tutta la baraonda di ieri sera è un segnale forte. La grinta del tecnico mostrata nella conferenza di vigilia si è riproposta nel suo incoraggiamento -ripreso dalle telecamere- all’intervallo, nel momento più critico dopo il brutto pareggio e l’inferiorità numerica. Tutti i giocatori scesi in campo, compresi quelli che non avevano giocato in campionato, hanno giocato liberi di testa, pensando solo a dare il massimo. La Fiorentina vuole fare bene in tutte le competizioni e la prova di forza a Napoli -per quasi un tempo in 10 uomini fuoricasa- ne è la prova.

 

  1. Ayroldi

Le ha combinate di tutte i colori per mandare la partita ai supplementari. Se Spalletti mugola per il mancato rosso di Duncan (forse l’unica cosa giusta fatta dall’arbitro), la Fiorentina dovrebbe avere una lista degli errori commessi. Il fallaccio di Lozano ce l’ha davanti agli occhi, eppure deve essere richiamato dal Var per cambiare decisione. Il netto contatto in area tra Jesus e Bonaventura nel primo supplementare non lo va neanche a riguardare. Ma la sciagura epocale la compie nei minuti finali regolamentari. Ikonè lanciatissimo verso la porta (seguito da altri due viola!) viene fermato per dare la seconda ammonizione a Ruiz e quindi espellerlo. Peccato che il regolamento sia decisamente chiaro: “in caso di doppia ammonizione, il direttore di gara deve interrompere l’azione SE non vi è chiara occasione da rete”. E il vantaggio? La regola più basilare del gioco del pallone che conoscono anche i bambini alla PlayStation. Follia. Quell’orrore, oltretutto, manda in confusione la Fiorentina che incredula si fa recuperare e viene costretta (dall’arbitro) al supplemento di 30 minuti. Se non gliene avessimo fatti altri 3, sarebbe stato da chiedere il rinvio della partita.

 

  1. Lollo

Così come si fa chiamare dai compagni, Lollo Venuti è la prova vivente che se hai la fiorentinità nelle vene, non potrai mai fallire. Un giocatore che tecnicamente non sarà un fenomeno, ma quando indossa la maglia viola si trasforma, andrebbe in guerra per la Fiorentina. Dopo 90 minuti di massima attenzione in difesa, sale in attacco -vista la nuova superiorità numerica- e come il più glaciale degli esterni chiude un’azione ragionata con un cinismo da bomber d’area di rigore. Per lui, che da quando è in viola ha sempre segnato solo in coppa, quel gol è una gioia immensa. La battaglia è vinta e il soldatino Lollo lo sa.

 

  1. Il tifoso viola deve patire.

Onestamente, il Napoli senza i pezzi grossi è una squadra da metà classifica. La Fiorentina se ne accorge in fretta e gli palleggia in faccia quanto può. Tutto era apparecchiato (in tutti i sensi, anche per cenare) per andare all’intervallo in vantaggio e invece ci finisci pari con uno in meno. Delle follie del drago meglio non parlarne dopo un esito comunque felice. Non contenti, ci facciamo riprendere anche a 1’ dal termine, così, giusto per non farci mancare niente. Una partita che, obiettivamente, dovevano chiudere prima, per errori individuali e disattenzioni difensive l’abbiamo trascinata troppo a lungo. L’obiettivo alla fine è stato raggiunto, ma che patire cara Fiorentina.

 

  1. Manita.

Avevano goduto. “La sorpresa del campionato è già finita”, “Una big non perde 4-0 dal Torino”, “Se perdi con le piccole, figurati a Napoli… semplicemente li abbiamo demoliti. Riscattando anche la bruttissima figura del campionato scorso, la Fiorentina ha dimostrato a Spalletti e non solo che questa squadra può essere micidiale. Una cinquina al Napoli era da tempo che non si vedeva ed esserci riusciti dopo giorni complicati è stato a dir poco godurioso. Se la difesa concede sempre qualche spazio di troppo, l’attacco quando è in giornata è devastante. Vlahovic non sbaglia un colpo, Piatek al primo pallone la insacca, Maleh ha dei tempi di inserimento che tante mezzali si sognano e se ci si mette pure Biraghi col tir a gir allora la festa è grande. “Difendere bene, attaccare benissimo”: Italiano stavolta non si è smentito.