Intervista esclusiva Anselmo Robbiati

Le parole di Anselmo Robbiati riportate in un intervista esclusiva Viola Press, dove l’ex calciatore ha parlando della sua carriera, ma anche dell’attuale Fiorentina.

Ad un intervista esclusiva Viola Press ha parlato Anselmo Robbiati, ecco le dichiarazioni lasciate dall’ex calciatore Viola:

Come prima domanda le chiedo di raccontarmi brevemente che calciatore sei stato, quali erano le tue ambizioni e la tua mentalità fin da bambino.
“Son stato un calciatore normale che con tanto impegno, sacrificio, applicazione e umiltà sono riuscito a coltivare il mio sogno che portavo fin da bambino, quello di arrivare a giocare ad un certo livello. Ogni giorno arrivavo al campo e avevo voglia di impegnarmi e dare il massimo per esser ripagato. Il divertimento per me era l’impegno, se c’è impegno c’è anche il divertimento”

Adesso passiamo ad una curiosità, in comune con l’attuale Luis Muriel dell’Atalanta. Come faceva ad entrare e cambiare le partite?
“Innanzitutto il mio fisico esile mi aiutava ad entrare subito in partita, poi l’arrabbiatura, l’energia negativa causata dal non partire titolare la trasformavo in energia positiva quando entravo. Volevo dimostrare al mister che sbagliava a lasciarmi fuori e riuscivo a trasformare questa rabbia in energia positiva dentro al campo che molte volte è stata determinante.Inoltre ogni Martedì cercavo di rimettermi in discussione con più voglia grinta e sacrificio.”

Ha giocato alcune finali, volevo sapere quale tra quelle vissute hanno trasmesso m lei emozioni particolari, e inoltre come si vive la sera prima di una finale?
“Anche le semifinali sono parecchio emotive. Soprattutto quella di Barcellona al camp now e a Firenze sono state tra le più emozionanti perché le ho giocate entrambi da titolare. L’adrenalina la notte non ti fa dormire, il pensiero della partita, la tua prestazione, la prestazione della squadra… La vivi ad altissima tensione e fai fatica a dormire. La coppa Italia e la Supercoppa sono state emozioni diverse, soprattutto la coppa Italia perché erano tanti anni che la Fiorentina non vinceva un trofeo, mi ricordo il ritorno da Bergamo con tutti i tifosi che ci aspettavano, una serata indimenticabile. La supercoppa un po’ meno perché giocammo la domenica è il mercoledì avevamo già un’altra partita, ma è stata una grande soddisfazione”

Ha avuto la fortuna di giocare con campioni come Batistuta, Rui Costa ed Edmundo, cosa trasmettevano a voi giovani campioni del genere, inoltre quale era il suo rapporto con lo spogliatoio?
“Il mio rapporto con i compagni anche quando ho cambiato squadra è sempre stato buono con tutti, logicamente con qualcuno crei più in amicizia con altri meno, ma un gruppo deve seguire gli stessi obiettivi. I campioni come Batistuta, Rui Costa, Effemberg ed Edmundo erano di esempio per noi giovani, noi volevamo seguire la loro voglia la loro volontà di migliorarsi sempre anche durante gli allenamenti. Per loro non era mai un punto di arrivo ma sempre un punto di partenza qualsiasi cosa facevano. Le capacità volte volte determinano il livello, ci sono i giocatori normali, i campioni e i fuori classe, le capacità fanno le differenze in quello”

Una domanda un po’ più scomoda… tra le tifoserie che la hanno sostenuto qual’è quella che la caricava di più durante le partite?
“Mi piaceva sempre andare a giocare a Marassi, le tifoserie erano molto calde, le curve erano bellissime, lo stadio era come quelli inglesi tutto chiuso e il tifo si sentiva tantissimo. Le tifoserie dove giochi però sono sempre quelle che ricordi meglio, i cori a tuo favore… Firenze e Monza sono le curve dov’è ho avuto più soddisfazione nei cori a favore”

Passando invece all’attualità, cosa manca alla Fiorentina di oggi? Un trofeo che manca ormai da 20 anni farebbe tornare la Fiorentina a sognare. Quanto tempo pensa che possa servire per riportare i Viola in alto?
“Innanzitutto servirebbe un progetto bello e importante, sia tecnico che societario, con interpreti giusti, non so quanto tempo ci vorrà tutto dipende dalla voglia che hanno di investire i proprietari. Fino ad adesso la gestione di Commisso non è stata delle migliori, spero che nei prossimi anni riesca a fare qualcosa di più. L’unica cosa positiva in questo momento è che stanno cercando di costruire le basi, che è questo bellissimo centro sportivo che sicuramente darà valore a questa società e alla città. Spero che in questi anni Commisso riesca a realizzare il sogno di tutti i fiorentini, che è quello di vedere una squadra che lotti per qualcosa di importante, poi se arriveranno anche i trofei meglio, ma per adesso è fondamentale lottare per qualcosa”

Infine invece passando alla sua carriera da allenatore, allena le giovanili, quali sono i consigli che da ad un ragazzo che desidera realizzare il sogno nel cassetto di diventare un calciatore di un certo livello?
“Sto allenando i ragazzi nel Valdarno, io dico sempre di dare il massimo, di impegnarsi e di applicarsi, queste sono le basi per cercare di arrivare a certi livelli. Il percorso è difficile e lungo, però se uno ha la grande passione deve venire al campo e dare il massimo, a quel punto saranno le capacità a selezionare i ragazzi”