La telefonata tra Corsi e Pradè: quando la Fiorentina scartò Caputo per l’attacco

Caputo

Correva la prima sessione di calciomercato dell’Era Commisso quando Pradè si ritrovava ad allestire una rosa con nuovi componenti dopo le partenze di giocatori importanti come Veretout e Simeone, e cercando di gestire il tormentone Federico Chiesa che si stava infittendo sempre di più.

Le maggiori priorità erano legate all’acquisto di un mediano e di un centravanti (due ruoli dove ancora oggi servirebbero due acquisti di calibro), e Pradè si mise al lavoro troppo tardi per poter trovare le giuste tessere.

Nonostante ciò il mediano arriva da Bologna, ovvero Erick Pulgar, fanale della squadra di Sinisa Mihailovic, su cui si sono riversate troppe pretese, che hanno contribuito oltre ad una guida tecnica carente a non farlo rendere al massimo delle sue possibilità.

Il centravanti invece tarda ad arrivare, Pradè ha diverse idee ma non riesce ad affondare il colpo. Eppure Daniele il colpo lo prova a piazzare subito: il 7 luglio in casa Corsi arriva una telefonata inaspettata, quasi non credibile per blasone di squadra e per tempismo. Pradè vuole regalare a Montella una punta fresca di 15 reti la stagione precedente da affiancare al giovane serbo Vlahovic: il suo nome è Francesco Caputo.

I due club toscani, in ottimi rapporti, iniziano subito a trattare. Corsi, consapevole dell’età del giocatore e della posizione del club ormai retrocesso, non chiede cifre esuberanti nonostante abbia segnato molto riuscendo quasi a salvare gli azzurri. Il presidente dell’Empoli chiede minimo 9 milioni, senza bonus e Pradè, non del tutto convinto, cerca di ribassare il prezzo e offre 5 milioni, con il possibile inserimento di una contropartita tecnica a scelta tra Gabriele Gori, Aleksa Terzic e udite udite, il francese Cyril Thereau ormai fuori rosa.

Il club di Corsi non ci sta e declina l’offerta della Fiorentina, che ha la possibilità di controbattere l’offerta offrendo solo “cash” aggiungendo qualche milione sul piatto; Pradè prende tempo, ma alla fine non c’è più niente da fare: il Sassuolo offre 7,5 milioni più il cartellino di Bandinelli e Gliozzi, due primavera neroverdi.

Pradè non si fece problemi, attese la fine del calciomercato e chiuse per il doppio del costo del cartellino di Caputo per un possibile crack del calcio brasiliano: il suo nome è Pedro Guilherme e appena due giorni fa ha ricevuto la chiamata della Selecao Verdeoro ricevendo la numero 9 dopo aver siglato caterbe di gol con la maglia del Flamengo, dopo essere stato ceduto in prestito con diritto di riscatto proprio dai viola che non avevano dato le chance necessarie al giovane centravanti.

Chissà se si tratta di pura sfortuna o di destino, visto che oggi Caputo è uno dei migliori centravanti italiani e nel giro della nazionale, perno del magico Sassuolo di De Zerbi e conosciuto in tutta Europa.

 

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