Lorenzo Lucca: sarà lui l’erede di Vlahovic?

Violapress analizzerà in questi giorni i possibili sostituti di Vlahovic che la Fiorentina sta valutando per il prossimo mercato di Gennaio o Giugno.

Dusan Vlahovic non ha rinnovato il contratto proposto dalla Fiorentina ed in una delle prossime finestre di mercato, a Gennaio o più verosimilmente a Giugno, il centravanti serbo se ne andrà.

Per questo i dirigenti viola stanno seguendo alcuni dei migliori attaccanti sia nel nostro campionato che in quelli all’estero. La stampa fiorentina e nazionale, complice anche lo stop delle competizioni per le partite della nazionale, ogni giorno propone dei nomi interessanti che sicuramente sono nella lista degli operatori di mercato di Rocco Commisso.

Vediamo la scheda di uno degli attaccanti usciti nei titoli dei quotidiani e dei siti web: Lorenzo Lucca. Sarà lui il nuovo centravanti della Fiorentina?

Cognome: Lucca
Nome: Lorenzo
Data di nascita: 10/09/2000
Altezza: 193cm
Peso: 80kg
Paese di nascita: Italia
Scadenza contratto: 2026

Valore: 10 mln
Squadra attuale: Pisa

Cresce nel settore giovanile dell’Atletico Torino per passare poi nel 2017/18 al Vicenza con cui esordisce in Serie C giocando 3 partite per un totale di 32 minuti. Ne 2018/2019 viene acquistato dal Torino che lo gira in prestito al Brescia dove gioca nel Campionato Primavera con un ottimo impatto, segna ben 8 reti in soli 8 incontri. Le sue prestazioni piacciono agli osservatori del Torino che lo riportano in maglia granata dove però non riesce a sfondare giocando solo 8 gare in Primavera a cui sommiamo 2 gol. Nel gennaio 2020 viene ceduto a titolo definitivo al Palermo in Serie D e gioca 3 spezzoni di gara segnando 1 gol. Nel 2020/21 resta al Palermo promosso in Serie C: per Lucca c’è la consacrazione ed in 27 presenze segna la bellezza di 13 gol. Le notevoli prestazioni gli valgono il passaggio al Pisa in Serie B dove sta andando alla grande, 6 gol in 7 presenze in campionato fino ad oggi e la convocazione in Nazionale Under 21.

E’ l’attaccante del momento, è sul taccuino di tutte le società di serie A, soprattutto le più grandi. Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma e appunto Fiorentina sono su di lui. In poco più di un mese e mezzo di campionato il suo valore è schizzato a 10mln di euro e chissà che non possa salire ancora. Il giocatore andrebbe preso subito, aspettare anche un solo giorno potrebbe essere già tardi. Potrebbe essere il centravanti del futuro, non solo per il club che lo acquisterà ma anche per la Nazionale, sempre sperando che non sia il classico fuoco di paglia ma da chi lo conosce bene assicurano che ha tutto per diventare un campione.

A fine Agosto già a La Nazione si parlava così di lui:

DESTINO – Un filo del destino lega il Pisa alla famiglia Lucca, per un cerchio che si chiude a distanza di 25 anni. Nel 1995-96, con la maglia della squadra piemontese del Saluzzo, Federico Lucca – roccioso difensore centrale –, ferma i nerazzurri all’Arena in un Pisa-Saluzzo terminato 1-1. In campo, a indossare i colori della Torre, vi erano fra gli altri Niccolini, Andreotti e Signorini. Che cosa ha a che fare tutto questo con l’attualità? Beh, Federico è il padre di Lorenzo, il bomber nerazzurro che venerdì ha conquistato l’Arena a suon di gol. L’intreccio fra passato e presente coinvolge – se vogliamo – anche la famiglia Benedetti. Il padre Silvano è tra gli osservatori che scoprirono Lucca da bambino a Torino. Il figlio Simone invece – appena passato di casacca dal Pisa all’Alessandria –, è il difensore che si è ’arreso’ in campo alle prodezze del ‘gigante buono’. Incredibili incroci della storia. Ad ogni modo la storia di Lorenzo Lucca è irta di difficoltà.

DALLA PROMOZIONE AL PISA
– Nessuno nel mondo del calcio sembra voler credere in questo talento, così il ragazzo si ritrova rapidamente a cambiare squadra. Cresce nelle giovanili del Torino poi passa al Chieri quindi, a 16 anni, eccolo scendere negli Allievi regionali dell’Atletico Torino, compagine che milita in Promozione. «Se in un ambiente non ti vedono non vuol dire che non sei valido, bisogna trovare il posto giusto e persone che ti stimano – è il pensiero di Federico Lucca, padre del bomber –. A quel punto si può essere aiutati a sviluppare al meglio le proprie capacità. Poi serve anche un po’… di fortuna. La vita però ti mette davanti a delle prove e forse sono proprio queste ad aiutarti a sbocciare». Il nuovo attaccante del Pisa ha alle spalle una famiglia che gli ha insegnato a credere nelle proprie possibilità: «Gli è sempre piaciuto a giocare a pallone, così come al fratello Riccardo. Il genitore? Deve essere presente soprattutto nei momenti di difficoltà». «Pisa, come Palermo sono state scelte prese in autonomia da Lorenzo – conferma papà Federico -. Mio figlio ha dato la precedenza alla società che ha mostrato il maggiore interesse verso di lui. E’ stato convinto dal progetto». «È una bella cosa che il Pisa abbia scommesso su Lorenzo – continua il padre del numero 9 del Pisa –, è una società molto aperta mentalmente e lo ha dimostrato non solo con questa scelta, ma anche costruendo tutto il resto della rosa». Venerdì sera la famiglia Lucca era presente all’Arena Garibaldi con tanta gioia nel cuore: «C’eravamo io e mia moglie, Siamo molto orgogliosi di lui». Interrogato sul segreto del talento del proprio figlio, Federico non ha dubbi: «Mangiare sano e andare a dormire presto la sera prima delle partite».

DUE GARE IN UN GIORNO
– Chi crede senza dubbio in Lucca è Mario Goglia, direttore sportivo dell’Atletico Torino e in passato, strani i casi della vita, allenatore del Nizza Millefonti che, sempre nel 95-96, vide i nerazzurri promuovere in Serie C2 con un gol di Signorini. Non facciamo in tempo a presentarci che sa già cosa vogliamo chiedere: «Mi dia retta, entro un anno il ragazzo andrà in Nazionale». Goglia racconta come centrale nell’economia del suo primo rilancio, fu la figura dell’allenatore degli Allievi regionali dell’Atletico Torino, Alessandro Malagrinò: «Lorenzo arrivò in sordina, dopo una brutta esperienza a Chieri, ma trovò in Malagrinò un allenatore premuroso. Sapeva come prenderlo, è stato bravo nella sua crescita. Quando ti scartano dai professionisti non è mai facile, molti si perdono, ma lo aiutò a ripartire dai dilettanti». Goglia racconta due aneddoti in particolare: «Quando si ritrovò di fronte il Chieri, che l’aveva lasciato andar via, gli segnò tre reti, ma non ostentò quel risultato con provocazione. Aveva già la mentalità del professionista, merito di suo padre Federico». Poi prosegue nel suo racconto, identificando in un episodio il calciatore nerazzurro: «Una mattina, nel corso di una partita degli Allievi, stavamo vincendo 1-0 contro il Saluzzo e tra il primo e secondo tempo chiamammo Malagrinò perché si era infortunato un giocatore della prima squadra, in Promozione – ricorda il diesse dell’Atletico Torino –. Avevamo bisogno di lui in una partita che si sarebbe giocata nel pomeriggio. Chiedemmo al mister di sostituirlo nell’intervallo, ma il tecnico decise diversamente. Nell’intervallo chiamò Lorenzo e disse: ‘Hai 10 minuti per segnare un gol’. Poi lo cambiò dopo soli 8 minuti ma di gol, nel frattempo, ne aveva segnati due». Ma c’è anche un seguito: «Quel giorno, contro l’Asti, in prima squadra, a soli 16 anni, dopo 10 minuti andò di nuovo in rete – prosegue Goglia –. Gli avversari infuriati presentarono ricorso perché il giocatore aveva giocato a meno di 48 ore di distanza dall’altra partita, ma lo persero. Lorenzo invece fu squalificato. Ma era, lo stesso, felice».

UNA NUOVA RIPARTENZA – «Qualche tempo dopo, contro il Vicenza, segnò tre reti – ricorda Goglia –, ma avrebbe potuto segnarne anche una quarta se non avesse sbagliato un rigore. Rimasero impressionati. Io fui ingaggiato dai biancorossi e presi l’occasione per portarlo con me. Qui giocò anche qualche partita in Serie C ma, sia nel suo periodo in biancorosso, sia in quello successivo a Brescia, non credettero abbastanza in lui». A Brescia fu Cellino, nonostante le pressioni dei suoi osservatori, a non voller puntare sul 18enne e a lasciarlo andar via in Sicilia. Proprio da Palermo iniziò il suo secondo riscatto che, in meno di due anni, lo ha portato alla sua prima doppietta in Serie B con la maglia nerazzurra.

https://www.lanazione.it/pisa/sport/lorenzo-lucca-genesi-di-un-bomber-1.6744640

Pochi giorni fa anche La Gazzetta dello Sport ha pubblicato uno speciale su di lui:

21 anni, piemontese, alto praticamente due metri, con Ibra come idolo e la Serie A come obiettivo: da settimane, in Italia, si parla di Lorenzo Lucca , bomber del Pisa che, in Serie B, e non solo, sta facendo stropicciare gli occhi a tanti. È partito dai dilettanti, dopo il Torino , e poi di nuovo la risalita in B in una città, dice, “che mi ha dato tantissimo”. D’altronde è questione di famiglia, visto che 25 anni fa anche suo padre Federico , con la maglia del Saluzzo , nel ruolo di difensore centrale giocò all’Arena fermando il Pisa 1-1. Chissà se avrebbe mai immaginato che, 25 anni dopo, sarebbe toccato a suo figlio, a parti invertite, diventare protagonista in Toscana.

Legatissimo al fratello Riccardo , Lucca ha assorbito gli insegnamenti di mamma e papà che gli hanno sempre detto: “Vuoi emergere? Mangia sano e vai a letto presto” . E sembra che il ragazzo faccia davvero così, un po’ come un altro giocatore a cui si ispira, Edin Dzeko.

Simpatizzante juventino (“ma sono stato orgoglioso di aver giocato nelle giovanili del Torino, un grandissimo club”), ha un ottimo legame con Eugenio Corini , con cui ha lavorato a Brescia, è appassionato di playstation e serie tv: “Ma se posso guardo il calcio, soprattutto la Premier”.

Lorenzo Lucca ha un contratto fino al 2026 , non ha tatuaggi ed è cresciuto guardando le videocassette di Ibra e Trezeguet , che il papà metteva a casa. Tra gli attaccanti moderni gli piace Haaland , è un amante del mare (da Palermo a Pisa passando per Capri, dove è andato in vacanza quest’estate) e pur avendo avuto, come ha detto il papà, “una gioventù calcistica molto travagliata” ha ben chiari in mente i suoi obiettivi.

Lorenzo Lucca è un ragazzo che dedica molto tempo all’allenamento , che si mantiene in forma anche giocando a calcio-tennis, che non arriva a 14mila follower su Instagram, ma è destinato a crescere e che trascorre il poco tempo libero girando per Pisa (abita a 500 metri dallo stadio) oppure raggiungendo la famiglia a Torino. La mamma ha un negozio, il papà ora fa l’agente immobiliare, la sua è una famiglia semplice, senza grilli per la testa , che si gode l’esplosione del figlio ed è alla finestra in attesa di capire quello che succederà nei prossimi mesi.

Si parla di Fiorentina e Juventus, Inter e Milan, si parla di Roma e Napoli, ma per adesso nella testa di Lucca c’è solamente il Pisa perché è lì che deve crescere . Continuando a seguire i consigli di mamma e papà: “Mangia sano e vai a letto presto”. Non a caso non beve, non si concede quasi mai peccati di gola e ha come piatto preferito la pasta.

Intervistato ancora alla Gazzetta dello Sport, la giovane punta spiega perché solo adesso tutti si sono accorti di lui: “Perché dovevo fare un passo indietro per farne poi tre in avanti. Sono maturato fisicamente e mentalmente solo negli ultimi anni. Prima ero parecchio più basso e non pensavo che sarei diventato davvero un calciatore”.

L’inizio di stagione al Pisa?
“Sono stato convintissimo fin da subito di venire qua, perché mi avevano detto che c’era un gruppo di giocatori unito, nello spogliatoio prima ancora che in campo. Certo che mister D’Angelo, col suo calcio, mi aiuta: succede che in una partita non si creino tante occasioni, quindi devi essere bravo a procurartele tu, come sono riuscito a fare io sabato scorso contro la Reggina, riuscendo a conquistarmi un rigore. Ma diciamo che, in genere, il Pisa riesce sempre a creare qualche occasione in più degli avversari”.

L’impatto con la serie B?
“Non c’è molta differenza dal punto di vista atletico rispetto alla C, cambia la velocità di pensiero, ma questo non vuol dire che la B sia più difficile. In C gli spazi sono stretti e volano calcioni appena ti giri verso la porta, ora posso girare per il campo e andare dove voglio”.

https://www.gazzetta.it/fitness/allenamento/storie/09-10-2021/lorenzo-lucca-mercato-sogni-futuro-famiglia-tutte-curiosita-4201715976668/giovane-forte-il-calcio-sangue.shtml

https://www.tuttomercatoweb.com/serie-b/pisa-bomber-lucca-maturato-negli-ultimi-anni-non-pensavo-che-sarei-diventato-un-calciatore-1592711

Lorenzo Lucca è sulla bocca di tutti, molti ex giocatori, dirigenti e opinionisti hanno elogiato le sue prestazioni, eccone alcuni (fonte tuttomercatoweb):

Roberto Venturato “Mi ha colpito molto, lo sono anche andato a vedere dal vivo nella partita col Parma e poi l’ho seguito in tv. Abbina un’ottima tecnica a grandi doti fisiche, mi ha davvero impressionato. Dipende tutto da lui, dalla sua voglia di crescere, mettersi in discussione e lavorare per imporsi. Ora si parla tanto di lui, giustamente, ma confermarsi è la parte più importante e difficile da raggiungere”.

Luca Toni “Hanno cominciato lo scorso anno a Palermo a paragonarci e non mi stupisce che se ne parli ancora visto l’ottimo avvio in Serie B. Lucca è ancora all’inizio del suo percorso, ma può starci sicuramente come paragone visto che siamo entrambi due centravanti molto forti fisicamente e accomunati da esperienze in comune. Ha qualità importanti,le aveva già fatte vedere un anno fa in categoria inferiore e sono felice per lui che le stia dimostrando anche in B. – continua Toni – Per la mia esperienza è questo il momento in cui si è chiamati a un ulteriore salto di qualità, quello che può fare di un talento indiscutibile come Lucca un giocatore davvero importante. Ora gli avversari lo attenderanno al varco, saranno più attenti, e inoltre aumenteranno le aspettative e le pressioni su di lui. Non lo conosco, ma mi sembra un ragazzo intelligente anche nella scelta di andare a giocare in Serie B anziché approdare subito in Serie A. Certe volte bisogna saper resistere a certe lusinghe e tentazioni e procedere con gradualità. Il capo poi dirà se sarà pronto per la massima serie, intanto deve confermarsi a questi livelli e poi il resto verrà di conseguenza”.

Giuseppe Corrado “Lucca è un ragazzo promettente, che abbiamo voluto a ogni costo e sta facendo bene. Deve fare un percorso di crescita e spero che il Pisa possa farglielo fare anche per dare alla Nazionale un centravanti per i prossimi 10 anni”.

Daniele Adani “Roberto Mancini sta seguendo Lucca da un mese. Lo chiamerà in Nazionale, presto lo chiamerà”.

Antonio Cassano “Buffon mi ha detto che non ha sbagliato niente. L’ho visto contro il Parma: è forte, non capisco come possa essere in B. Ci ha impressionati: è favoloso, è incomprensibile come sia in B”.

Bruno Tedino “Lo scorso anno lo definii come un giocatore futuribile: è stato bravo il Palermo a valorizzarlo e il Pisa a crederci poi in modo pesante. Ha fisico e potenza, qualità motorie e tecniche al top, ha un bel presente e se continua così sarà importante anche in Serie A. Mi ricorda molto Gianluca Scamacca, che ho allenato: un ragazzo con grandi qualità morali e tecniche, che son convinto farà una grande carriera”.