Maleh si presenta: “Non ho avuto dubbi nell’accettare. C’è entusiasmo, dobbiamo tornare dove meritiamo”

Oggi è il giorno di Youssef Maleh. Il centrocampista ex Venezia ha svolto la sua prima conferenza stampa questa mattina.

La viola ha un nuovo gioiello. Oggi a Moena si è presentato Youssef Maleh. Centrocampista italiano, nato in Emilia Romagna e con cittadinanza marocchina, Youssef è stato acquistato lo scorso gennaio dal Venezia. Si è ufficialmente unito alla Fiorentina il 1° luglio, visto il prolungamento dell’avventura con gli arancioneroverdi per sei mesi in prestito. 

Il primo a parlare di lui è stato Joe Barone, colui che ha accompagnato Youssef durante tutta la conferenza. “Seguivamo il ragazzo da molto tempo, in particolare ci siamo messi in moto dopo averlo visto all’opera con l’Under 21. Fece uno splendido gol. Ti ricordi, eh? (Si gira verso Maleh e ride, ndr) Lo abbiamo lasciato al Venezia, dove è stato fondamentale per l’arrivo della squadra in Serie A. Cominciamo.”

Ho visto che hai giocato in molti ruoli. In quale ti vedi meglio? Sicuramente Italiano ti avrà già detto qualcosa…

“Ho giocato in più ruoli perché me lo chiedeva il mister. Essendo giovane, devo imparare; mi hanno aiutato sia Dionisi che Zanetti. Quello che preferisco è la mezzala sinistra, ora sto cercando di recepire quello che mi sta chiedendo Italiano. Sono anche fortunato, il modulo è il 4-3-3. Se poi ci fosse un modo di giocare diverso, non ci sarebbero problemi.”

C’è una grande curiosità positiva della gente. Ha sentito questo entusiasmo dal popolo? E per quanto riguarda Italiano, cosa chiede a voi centrocampisti?

“Sento molto il calore della gente, anche nel semplice percorso a fare l’acqua fredda. Italiano ci sta chiedendo di cercare di consolidare il gioco. Sono i primi giorni, è normale che si fatica. Miglioreremo di giorno in giorno, e non solo noi centrocampisti. Dobbiamo ascoltare il mister; ha idee di gioco diverse rispetto a quelle che avevo a Venezia.”

Cosa ti aspetti dal ritiro di Moena? Essendo tra i più nuovi e giovani, lotterai per la riconferma a Firenze?

“L’obiettivo è quello di dare sempre il massimo e cercare di migliorarmi sotto tutti gli aspetti. Ovviamente cerco di convincere mister e società, di ritagliarmi il mio spazio qua.”

Sono molto curioso di scoprirti. Qual è il calciatore a cui ti ispiri, un idolo nel tuo ruolo?

“Non ho un modello in particolare, cerco da tutti i centrocampisti di apprendere e di migliorare.”

Sappiamo delle tue origini, sei nato in Italia da genitori entrambi marocchini. Volevamo sapere del tuo percorso di accoglienza.

“Non c’è stato nessun percorso, sono cresciuto qua. Mi sento italiano pur avendo i genitori marocchini. Non ho avuto bisogno di integrarmi, mi sento come gli altri.”

In pochi anni hai fatto Serie C, Serie B, Nazionale Under 21 e ora la possibile Serie A. Cosa ti aspetti dalla prima avventura a livello un po’ più alto?

“Certamente ho fatto due categorie inferiori, so che questa è una categoria difficile. Come sono arrivato dalla C alla B, ho avuto bisogno di tempo per adattarmi, ma ho dimostrato di saperci stare conquistando anche la Serie A. Ora sono qui e cercherò di mettermi con la testa giusta.”

Qual è il compagno che ti ha sorpreso di più? Come sta andando il tuo adattamento all’interno del gruppo?

“Mi hanno sorpreso un po’ tutti perché hanno grande qualità. Devo imparare molto, soprattutto da quelli nel mio ruolo, da Bonaventura ad altri. Mi ha sorpreso molto la fame di Dusan: non molla mai nonostante l’ottima annata, ha sempre voglia di rifarsi e migliorare.”

Te sei lo specchio di una squadra sorprendente, nessuno si aspettava la vostra promozione. In panchina poi avete un allenatore che ha stupito con la sua salvezza allo Spezia. La squadra in cui vi trovate non ha passato una buona stagione. Avvertite questo clima di cambiamento di mentalità?

“Vedo che c’è molto entusiasmo, è passata solo una settimana ma sono tutti molto disponibili. Piano piano riusciremo a riportare quello che ci chiede il mister e a dimostrarlo in campo.”

97 presenze e anche un gol nell’Under 21. A chi devi qualcosa come allenatore nel tuo percorso? Solo Ravenna, Venezia e Fiorentina o anche qualcosa a livello giovanile?

“Devo riconoscenza a tutti gli allenatori che ho avuto. Ne ho molta nei confronti di tutte le persone che mi hanno cresciuto. Magari anche un mister che non mi faceva giocare, mi ha fatto crescere lo stesso. Negli ultimi due anni ho dimostrato il mio valore. Ora ringrazio la Fiorentina per questa opportunità. cercherò di ripagarli nel migliore dei modi.”

Te hai avuto Dionisi a Venezia, uno che propone calcio offensivo. Ti senti avvantaggiato ad aver lavorato con un tecnico dello stesso stampo di Italiano?

“Sia due anni fa che quest’anno, era un calcio diverso rispetto a quello che ho potuto vedere questa prima settimana. Magari, rispetto ad altri allenatori, un po’ avvantaggiato lo sono, però non è proprio uguale.”

Quando la Fiorentina ti ha comprato, Lezzerini e Ferrarini ti hanno parlato di Firenze?

“Certo, sia Lezzerini che Ferrarini mi hanno detto che è una grande piazza. Non c’era bisogno di loro per sapere che ha una grande storia. Dobbiamo cercare di riportarla dove merita di essere.”

Come hai vissuto la vittoria dell’Europeo da parte dell’Italia?

“È stata una grande emozione e una grande sorpresa. Avevano un grande gruppo e questo li ha aiutati molto. Noi dobbiamo imparare da loro per raggiungere i nostri obiettivi.”

Successivamente, Youssef ha risposto ad alcune domande fatte dai tifosi in uno spazio social dedicato a loro, andato in onda sui profili della Fiorentina. 

Intanto ti chiedo come ti dobbiamo chiamare. Hai un soprannome oltre a Youssef?

“Sì, l’ho detto anche al mister, Youss

Cosa ti ha convinto a scegliere questa squadra?

“Non ho avuto dubbi nell’accettare l’offerta della Fiorentina. Voglio migliorare sempre di più, mettermi a disposizione del mister.”

Ti sei già ambientato?

“Sì, piano piano, è la prima settimana. I ragazzi sono tutti molto tranquilli e disponibili. Il primo ad accogliermi è stato Saponara, essendo lui anche delle mie parti e avendo qualche amico in comune.”

Cos’hai pensato appena hai iniziato ad allenarti con la Fiorentina?

“La gioia è stata indescrivibile, è una piazza incredibile con una grande storia.”

E Italiano?

“Mi ha fatto i complimenti per l’annata passata e mi sta dando consigli tattici. Io cerco di recepirli e imparare.”

Idolo da bambino?

“Avevo Alessandro Del Piero e Pavel Nedved.”

Una passione extra campo?

“Mi piace molto leggere, acculturarmi anche fuori dal campo.”

Cibo preferito?

“La cucina della mia ragazza è importante (ride, ndr), però anche alcuni piatti marocchini sono molto buoni. In ogni caso, la cucina italiana non la supera nessuno.”