Non ha paura, sa soffrire, vince. Siamo già pazzi della Fiorentina di Italiano

Il giorno dopo Atalanta-Fiorentina: questa vittoria è finora il passo più significativo della nuova viola. Piedi per terra, ma la testa sogna.

Questo commento del giorno dopo è molto particolare. Perché vorrei raccontare cosa ho vissuto io in prima persona. Ho avuto l’onore e la fortuna di assistere alla partita dal vivo, al Gewiss Stadium, nella moderna tribuna Rinascimento. Ho vissuto una bellissima serata perché ho visto una bellissima partita: piacevole, scorrevole, con due squadre che non hanno avuto paura di affrontarsi. È stato proposto un bel calcio su entrambi i fronti, da appassionato non posso proprio lamentarmi. Sono ovviamente riuscito a mantenere la compostezza durante tutto il match, anche nei momenti più concitati. Ma ammetto che, pur essendo circondato da tifosi bergamaschi (com’è normale che sia), ho quasi faticato nel contenermi in alcuni momenti, specialmente quando Vlahovic ha esultato con lo spicchio di tifosi viola. Dentro di me ho gioito tantissimo. Perché questa Fiorentina mi trasmette emozioni. Finalmente.

 

Al di là della mia esperienza, parliamo di ciò che è successo in campo. La Fiorentina espugna Bergamo con un 1-2 soffertissimo, ma meritato. E la sensazione è che stia nascendo un gruppo fantastico, che si diverte e fa divertire. Attenzione a sparare traguardi che non ci competono, è pur sempre la terza giornata. Eppure vedere la viola sesta nella graduatoria non può far rimanere indifferenti; il tifoso fiorentino oggi sente di avere la licenza per poter sognare. Gli anni di anonimato (non parlo di risultati, ma di prestazioni) sono stati rimpiazzati da una squadra completa, organizzata, aggressiva. E questi non sono principi da sviluppare, sono già dati di fatto. Sono i capisaldi dai quali nasce questa nuova Fiorentina. Che ha già conquistato un po’ tutti noi. Perché vincere a Bergamo in questi anni è un segnale che pesa come un macigno. È una vittoria che mancava da oltre cinque anni. E quella di ieri significa tanto. È l’ennesima conferma del sommo Vlahovic, è la consacrazione di Terracciano, è l’imponenza di Milenkovic, è la forza del gruppo, è la scintilla definitiva tra Firenze e Italiano.

 

Ci siamo trovati di fronte un’Atalanta non al top, con tante assenze e che ha peccato di lucidità in certi momenti. Ma niente allarmismi per i nerazzurri: sono partiti piano (del resto, come loro solito), ma la loro è una grande squadra che saprà riconfermarsi. Già ieri la Fiorentina ha rischiato più volte, dopo il rigore segnato da Duván Zapata, di perdere due punti. Ma gli attacchi atalantini sono stati fermati da un super Terracciano, uno dei tre migliori in campo. Gli altri due lasciamoli alla fine. Dispiace per l’infortunio di Venuti: sappiamo essere una lussazione alla spalla, speriamo nulla di troppo prolungato. Per lui, comunque, venti minuti non troppo esaltanti. Alcuni giocatori non avevano iniziato bene, ma poi sono riusciti a riscattarsi nelle fasi successive del match: nello specifico, Igor, Biraghi e Bonaventura (che si è procurato il secondo rigore). Parlando di debutti, bene Odriozola, che ha gestito molto bene la fascia destra e ha spinto anche in più di un’occasione. Torreira ha faticato, ma non ha giocato male. Bene Duncan, che si conferma un ottimo jolly riscoperto in questo organico. Non incredibile la partita degli esterni d’attacco, ma comunque sufficiente; Sottil può migliorare sul concretizzare le chance create. Entra bene Saponara, gli altri subentrati non si notano troppo.

 

Gli altri due migliori in campo sono i due serbi. Oltre al già citato Terracciano, ci sono Nikola Milenkovic e Dusan Vlahovic. Non perdo tempo neanche a cercare aggettivi, sono stati entrambi formidabili. Voglio soffermarmi soprattutto su Italiano e sul collettivo. Che meritano un applauso per l’atteggiamento mostrato ieri. La trasferta a Bergamo è stata la prima prova a mercato chiuso, a squadra “completa” (nonostante la stanchezza dei sudamericani, vedi González), ed è stata superata ampiamente. Questo è il bello della Fiorentina 2021/22: qualunque sia l’avversario, la viola lo infastidisce (per usare un termine gentile). Ieri abbiamo scoperto anche come tutti i componenti della squadra abbiano un’importanza significativa. In mezzo al campo ci sono ballottaggi sani, continui. In pochi, pochissimi, hanno il posto certo in campo. Basta guardare la porta per comprendere: Dragowski e Terracciano si giocheranno il posto. In più, il centrocampo cambia ogni giornata, gli esterni variano, sia davanti che dietro. Sono rotazioni che riescono a valorizzare giocatori che sembravano fuori da ogni progetto, vedi Duncan e Saponara come esempi più eclatanti, ma anche lo stesso Callejon. Della partita di ieri mi porto dentro la capacità di soffrire e di fare risultato. Altro elemento che sta uscendo fuori di questa nuova Fiorentina. Una Fiorentina che ha già fatto impazzire la città. Ma attenzione, siamo solo all’inizio. Che sia di buon auspicio. Voto alla Fiorentina di ieri sera: 7 ½. Questa viola fa divertire. E allora divertiamoci con lei.