Parla Sottil: “C’è un bellissimo gruppo qui, Italiano mi piace. La numero 7…”

Da Moena, oggi ha parlato l’attaccante tornato dal prestito col Cagliari. “Sono motivato, devo ripagare la fiducia che mi è stata data.”

È l’uomo del momento, su cui si poggiano tante speranze. La conferenza stampa odierna ha visto Riccardo Sottil protagonista. 

Riparto da un’azione dell’ultima partita; lo stop sulla linea di fondo, il tunnel, la ruleta…  si vede la crescita. Ti chiedo quindi quanto sei cambiato a Cagliari, quanta sicurezza hai dei tuoi mezzi.

“L’anno a Cagliari mi è servito tantissimo, ho avuto un gran tecnico come Di Francesco. La seconda parte è stata condizionata dall’infortunio, ma è stata comunque utile. Poi, l’azione è arrivata contro un avversario di livello non altissimo, però in campo sono sempre spensierato. Adesso continuiamo a lavorare con il nuovo mister, con nuovi concetti e nuove modalità di gioco.”

Dalla società è arrivata tanta fiducia. Quanto aiuta questo? E sul campo vedo grande sintonia con Dusan Vlahovic, parlate lo stesso linguaggio…

“Sì, ci conosciamo da tanti anni. Ci siamo incrociati da ragazzi in Primavera, abbiamo anche un bel rapporto fuori dal campo. Questa sintonia aiuta ovviamente anche sul rettangolo verde. La fiducia mi aiuta ed è certamente da ripagare. La chiave di quest’anno è poche parole e tanto lavoro.”

Cosa ti sta chiedendo il mister Italiano? E in cosa sei migliorato a Cagliari?

“Un giocatore migliora ogni anno, c’è sempre da imparare. Poi io a 22 anni imparo sempre dai più grandi, curo ogni dettaglio. Il mister chiede grande pressing in avanti, tante verticalizzazioni. Gioca in attacco, chiede movimenti degli esterni, chiede di svariare. Da esterno posso dire che ti diverti e c’è grande intesa come squadra.”

Si vede quanto sei migliorato… è finita anche la storia del Sottil della Primavera, sembri un calciatore fatto. Ti senti di lottare per essere titolare?

“Posso dirti che ogni allenamento cercherò di mettere il mister in difficoltà. L’obiettivo di tutti è rientrare nell’11 titolare, è anche un mio obiettivo.”

Ti pesa sentirti dire che sei l’erede di Chiesa? Visto anche il suo rendimento con l’Italia…

“Questa domanda me l’hanno fatta anche in passato… Ti dico di no, ogni giocatore è diverso dall’altro, abbiamo caratteristiche diverse. Con Fede ho comunque avuto un bel rapporto qui a Firenze, ha fatto grandi cose, ma il paragone con lui non mi pesa.”

Le frasi provocatorie di Italiano sono uno stimolo? Poi si dice che l’Italia non è un paese per giovani… è cambiato qualcosa dopo la vittoria dell’Europeo?

“Beh il mister cerca di spronare, come già detto è un bel martello ma è schietto. Un giocatore apprezza tanto quando gli vengono dette le cose in faccia, quindi mi piace. In Italia qualcosa sta cambiando, non per forza bisogna andare a cercare in giro se il talento ce l’hai in casa. La dimostrazione è l’Europeo appena trascorso.”

Ti sei posto un obiettivo numerico? La concorrenza ti stimola?

Non dico mai numeri ogni anno, l’obiettivo è fare il massimo possibile. La concorrenza c’è sempre e dappertutto, l’importante è che sia sana, senza tensioni.

Parto dal passato: Fiorentina-Napoli 3-4… Te, Vlahovic, Chiesa, Castrovilli… ci avete regalato un grande spettacolo. Si può ripartire da lì?

“Impossibile scordarsi quella notte… è stata la mia prima da titolare, è stata anche la prima dell’era Commisso con una cornice di pubblico fantastica. Io non posso assicurarti nulla, ma certamente daremo il massimo ogni domenica e seguiremo il mister nella sua filosofia.”

Come hai vissuto l’Europeo? E poi c’è un compagno con cui hai un’intesa particolare?

“Per l’Italia sono stato il primo tifoso da casa: sbraitavo, urlavo… è stato bello. Ti dico poi la verità: quest’anno c’è un bel gruppo, grande serenità, si respira una bellissima atmosfera, te lo posso assicurare. Quindi ti cito tutto il gruppo, dirne uno sarebbe ingiusto.”

Ti chiedo se vorresti la 7 di Ribery… Quanto hai appreso da uno come lui?

“Avevo un gran rapporto con Franck: mi parlava sempre, ci fermavamo apposta, poi abbiamo fatto qualche cena insieme… Oltre che un gran campione, Franck è una grande persona. Quella maglia fa gola, è normale, il 7 è un numero bellissimo. Sarebbe bello prenderlo, vediamo.”

Eri la stella dell’Europeo Under 21, che purtroppo non è andato bene. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

“Tanta delusione… facendo quella rimonta con quei gol nel finale, l’eliminazione è dura da accettare. L’Europeo l’ho fatto di corsa, ero rientrato all’ultima giornata e mi gestivano con terapie. Lo volevo fortemente, quindi mi ci sono messo. Purtroppo poi non è andata come speravamo, il Portogallo ha grande qualità. Il sogno (e obiettivo) resta vestire la maglia della Nazionale maggiore.”

Successivamente, Riccardo ha risposto ad alcune domande fatte dai tifosi in uno spazio social dedicato a loro, andato in onda sui profili della Fiorentina.

A che età hai iniziato a giocare a calcio?

“Avevo 4-5 anni, ero a Reggio Calabria (mio padre giocava alla Reggina).”

Hai qualche obiettivo numerico?

“Me l’hanno chiesto anche prima, sinceramente no.”

Quanto è stato importante tuo padre nella tua crescita? Sarai emozionato il 15 agosto quando lo affronterai?

“È stato molto importante: non mi ha mai messo pressione, mi ha lasciato ragionare con la mia testa, ma mi ha aiutato nei dettagli e nei minimi particolari.”

Cosa dovresti migliorare tecnicamente?

“C’è sempre da migliorare. In particolare, penso l’attacco alla porta.”

Come hai fatto a fare quel gol in rovesciata in allenamento?

“Viene d’istinto, mi è sempre piaciuto farlo fin da bambino. Ma riesco a farlo solo di sinistro, anche se son destro (ride, ndr).”

C’è qualcuno che ti ha aiutato più di altri in qualche passo importante della tua carriera?

“La mia famiglia. So che sembra scontato, ma con loro ho un grandissimo rapporto. Sono i primi tifosi.”

Ti prendo al Fantacalcio? Se sì, perché?

“Io non sono un grande amante del fanta e non faccio promesse. Però sì dai, prendimi.”

Il compagno di squadra più divertente?

“Ce ne son tanti… il più matto Drągowski.”

Mister Italiano vi sta facendo fare allenamenti duri.. Come ti senti?

“Stiamo lavorando tanto, ma ho buone sensazioni. Mi sento bene.”

Ci hai svelato di essere un dj. La canzone più suonata del ritiro?

“«Mi fai impazzire» di Sfera Ebbasta e Blanco.”