Vincenzo Italiano: “Darò alla Fiorentina una nuova e forte identità”

Direttamente da Piazzale Michelangelo la presentazione ufficiale del nuovo allenatore viola Vincenzo Italiano

Parla Barone: “Italiano è stata una scelta che ha origini lontane, abbiamo trovato in lui sia l’uomo (che condivide gli stessi valori del club, sincerità e trasparenza) che l’allenatore (modo di vedere e mettere in pratica il calcio che ha ci piace molto). Parlare con lui di calcio è semplice e affascinante, trasmette energia e positività. Ringraziamo anche i tifosi per l’entusiasmo con cui hanno accolto Vincenzo”.

Pradè: “chiediamo a Vincenzo quello che ci è mancato negli ultimi due anni: un’identità ben precisa che faccia riconoscere la Fiorentina in tutta Italia”

Qui sei in una piazza molto importante, forse la più importante della tua carriera. È per te la sfida più difficile della tua vita? Ti saresti mai aspettato di arrivare così presto fin qui?

-Per me il calcio è uguale in tutte le categorie, il cambiamento è nella qualità dei giocatori e nella velocità diversa che ogni categoria ha. La scelta di Firenze è una scelta in cui ho portato il cuore, ringrazio la società per questa grandissima opportunità. Cercherò di portare in alto la Fiorentina dandole una forte identità, temibile dai nostri avversari. Per me sono contento, ho avuto grandi soddisfazioni e ho avuto la fortuna di allenare ogni anno giocatori di livello. Qui ne vedo uno altissimo. Per me è un’opportunità grandiosa

Cosa ha dato Vincenzo Italiano al calcio italiano e viceversa?

Per me il calcio è una ragione di vita. Ho iniziato da calciatore a 15 anni e ho smesso a 37. Mi ha fatto diventare un uomo. Anche da allenatore mi sono tolto delle soddisfazioni. L’anno scorso ci davano per spacciati e invece abbiamo fatto un bel percorso. Spero di allenare il più a lungo possibile.

Ha dei sogni da allenatore che non si sono ancora realizzati?

Sono tre anni che mi tolgo molte soddisfazioni. Qui a Firenze il mio obiettivo è quello di ottenere una grande identità e cercare di creare il più possibile durante le partite, dando poco spazio agli avversari. Il distacco tra giocatore e allenatore è stato traumatico. Vivi diversamente ogni partita, vai a casa pensando continuamente a cosa hai portato in campo con la tua squadra.

Qual è il tuo obiettivo? 

il mio obiettivo è quello di sentir dire ai ragazzi che si stanno divertendo con me. La fame, la voglia che ho la trasmetterò ai ragazzi e sono sicuro che questo si vedrà. Le vittorie si spera che arrivino.

Quali sono i valori che vuole tramettere a questa squadra?

quando parlo di identità parlo di quello che io posso dare alla squadra: un’intensità, un tipo di calcio, l’aggressività.

Cosa si aspetta dal mercato? Ha un messaggio da mandare alla società e i tifosi dello Spezia? 

Valuterò bene la rosa in ritiro e farò il punto della situazione. È importante conoscere i ragazzi anche dal punto di vista caratteriale. Le prossime due settimane saranno cruciali per le valutazioni e poi penseremo al mercato.
Con lo Spezia penso di aver scritto la storia. Se c’è stata una persona che ha avuto rispetto per tutta la piazza, quello sono io. Ogni parola che ho dedicato era per i tifosi. C’è un momento nella vita in cui bisogna rimboccarci le maniche e mettersi sotto. In quei momenti, se tutto va bene, l’allenatore diventa un idolo. L’affetto che ho per quella piazza e per quei colori rimarrà per sempre. Mi dispiace per la reazione di certe persone.

Cosa pensa di Vlahovic?

È un giocatore straordinario, con una fame incredibile. Cercherò di sfruttare le sue caratteristiche. A lui chiedo disponibilità e sacrificio, ma so che se si parla di lui possiamo star tranquilli.

Qual è la ricetta di italiano per cercare di riportare questa squadra dove merita? Cosa può dire ai tifosi? La prima di campionato con la Roma successe nel 68/69 quando la Fiorentina vinse lo scudetto. Che ne pensa?

Andrò in campo per dare soddisfazione ai tifos, come ho sempre fatto. Il mio motto di quest’anno è “difendere bene e attaccare benissimo”. Ho appeso un foglio con questa frase scritta in grande nel centro sportivo. Il divertimento dovrà essere far gol, gioire, abbracciarsi.
La coincidenza dello scudetto la sapevo. Penso che siano ricordi belli per questa piazza. Quando dovevo affrontare la Fiorentina da calciatore non dormivo la notte. Cercheremo di ottenere il massimo, che non so quale possa essere, ma ci impegneremo fino in fondo. Dopo quattro giorni non ho già più voce, in allenamento do tutto me stesso per i ragazzi.

L’obiettivo può essere l’Europa? In questa rosa, per te, manca un regista?

L’obiettivo è quello di far meglio dell’ultimo anno. Non ci siamo posti un posizionamento preciso in classifica. Vogliamo essere propositivi. Sul regista ancora non posso esprimermi, mancano in rosa i giocatori delle nazionali. Pulgar ha ricoperto per tanto tempo questo ruolo. Valuterò tutti i ragazzi e poi vedremo.

Cosa ha provato quando ha ricevuto la chiamata della Fiorentina? Nel tridente ipotetico con Vlahovic e Gonzales chi manca?

Quando si riceve una chiamata del genere si è pieni di orgoglio. Poteva essere una trattativa più veloce. Credo nel destino e penso che aver accettato e sposato questo progetto sia stata una scelta giusta e facile da prendere. Sono felicissimo. Gonzales è un giocatore che ha vinto la Copa America e spesso è titolare in nazionale. Penso sia importante per questa squadra.

Lei giudica molto forte questa squadra. Secondo lei manca poco a questa rosa per essere davvero competitiva? Sono tre anni che la Fiorentina lotta per la retrocessione, probabilmente anche per motivi psicologici. Lei cosa pensa di fare? 

Avendo in rosa giocatori che hanno vinto la Copa America e l’Europeo, penso che in generale abbiamo giocatori di ottimo livello. Miglioreremo dove c’è da migliorare. L’aspetto mentale è sicuramente importante. C’è bisogno di gente che si senta il fuoco dentro e il giglio nel cuore.

La prima e l’ultima di campionato sono partite importanti. Cosa ne pensa? Un parere sulla difesa?

Tutte sono partite difficili e importanti. Sono tante le squadre che hanno cambiato allenatore. Tutti potrebbero avere le nostre difficoltà. Sarà una sfida a quale allenatore si farà capire meglio e più in fretta dalla propria squadra. Tutte le partite le prepareremo ugualmente. Sulla difesa penso che ho sempre interpretato questo reparto con una linea a 4. Imposterò il gioco per subire pochi gol. Abbiamo un reparto difensivo di livello e farlo diventare coraggioso e di un livello ancora più alto è compito mio. Devo però valutare la rosa in ritiro. Dobbiamo essere un collettivo unito per ottenere bei risultati, l’ho detto anche ai ragazzi.

Che ruolo ha Amrabat nella sua Fiorentina?

Anche io ero un centrocampista come lui. Mi sono impegnato per essere sempre flessibile a giocare in ogni ruolo. Penso che anche adesso sia importante questa qualità. È compito mio far rendere bene ogni giocatore e ci proverò.

Ha parlato con Commisso? 
Il presidente è molto simpatico. Ho fatto intendere quanto per me l’unica cosa importante sia dare tutto per questa squadra.

Tre giocatori che avevano voglia di restare non sono stati accontentati. È stata una scelta da lei condivisa? 
Sulle questioni contrattuali mi faccio da parte, ci pensa la società. La Fiorentina ha giovani di valore e importanti che anche lontano da Firenze si sono messi in mostra. Penso che una squadra debba avere un equilibrio tra giocatori più esperti e più giovani.

Le sarebbe piaciuto allenare Ribery?
Lui è un campione e lo sappiamo. È stata la società a decidere, io non posso dire altro.

Ha un allenatore di riferimento che l’ha ispirata? Ha avuto contatti con Prandelli?
Io ho avuto la fortuna di avere allenatori di valore e molto preparati, che mi hanno dato tanto e fatto crescere. Tra questi c’è Prandelli. È stato il primo a darmi fiducia, a 20 anni. Con lui ho vinto il campionato di serie B. Gli devo tanto. Ancora non l’ho sentito, ma è una cosa che farò presto. So quanto è tifoso viola, quindi mi potrà sicuramente dare delle dritte.