Traorè: “Porti chiusi? E se a un italiano impedissero di andare dove vuole?”

Hamed Junior Traoré ha rilasciato un’intervista a SportWeek, nella quale ha parlato anche della propria esperienza personale e del razzismo:

«Cosa penso quando vedi i barconi di migranti? Molti scappano da qualcosa di brutto, ma tanti pensano davvero che qui possono avere una vita migliore. Ma spesso finiscono per stare peggio.

Cosa dico a chi vuol chiudere i porti? Rispondo: “Cosa direste se a un italiano fosse impedito di sbarcare dove vuole?”.

PARLA DEL RAZZISMO

Ho mai provato il razzismo sulla mia pelle? Mai, né per strada, né allo stadio.

“Il mio viaggio verso l’Italia? Amad (il fratello, ndr) è stato accompagnato da uno steward, io no. Avevo 14 anni e ho preso l’aereo alle due del mattino. Costa D’Avorio-Marocco, Marocco-Bologna, lì è venuta a prendermi mia madre. Avevo il ‘visto’ sul passaporto, se mi fermavano, mostravo i documenti e mi facevano andare. A volte ero io a chiedere. Ma un bambino africano è abituato a muoversi da solo».

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