Viola sprecona, Inter campione, zone Champions e salvezza infuocate: un weekend decisivo

Ripercorriamo un fine settimana decisamente scoppiettante. La Serie A ha un nuovo re ma ci sono ancora tanti verdetti da emanare.

Appuntamento con il commento del martedì. Abbiamo appena trascorso un fine settimana calcistico tutt’altro che tranquillo: sono arrivati i primi verdetti ufficiali della Serie A, che però ha ancora una classifica instabile e lascia molte questioni in sospeso. Allargandosi agli altri campionati europei, Ligue 1 e Liga devono ancora trovare il loro padrone. Oggi riparte la Champions League con il secondo atto delle semifinali; giovedì sapremo le finaliste della coppa dalle grandi orecchie e dell’Europa League.

Show tra Fiorentina e Bologna, pari Atalanta: lo scudetto è dell'Inter

FIORENTINA, DUE PUNTI PERSI. La viola ha pareggiato 3-3 in quel di Bologna; in tutte e tre le occasioni, era passata in vantaggio e si è fatta puntualmente rimontare. Non è assolutamente un punto guadagnato viste le circostanze, sia per la classifica che sul campo. La coppia rossoblu Vignato-Palacio è stata letale: il primo conferma di essere un gran giocatore in prospettiva con tre assist, con i quali ha servito sempre El Trenza, diventato il più anziano di sempre a segnare una tripletta in Serie A. Tante responsabilità sulle spalle del gruppo di Iachini, soprattutto per quanto riguarda una fase difensiva ai limiti dell’accettabile. La Fiorentina, infatti, ha avuto numerosi problemi a contenere gli inserimenti dei felsinei; le loro azioni offensive sono state molto ripetitive quanto efficaci, dato che il tridente difensivo si è fatto bucare in numerosissime occasioni. Bonaventura migliore in campo, Vlahovic tiene in piedi la squadra con i suoi gol (nonostante abbia un po’ sulla coscienza il mancato passaggio a Kouame in pieno recupero). Bene il centrocampo in generale, male Ribery. Ma le insufficienze gravi, stavolta, sono ben tre: Milenkovic, Pezzella e Biraghi. Anche Caceres insufficiente, al contrario di Venuti che si distingue soprattutto per un ottimo assist.

Inter campione d'Italia con 4 turni di anticipo - Calcio - Rai Sport

GLORIA INTER, GIÀ DUE RETROCESSE. La 34^ giornata di Serie A ha decretato la sentenza più importante: l’Inter è campione d’Italia, ha vinto il suo diciannovesimo scudetto interrompendo l’egemonia Juventus. Un trofeo meritato, senza troppe storie: la beneamata si è dimostrata la squadra più attrezzata a livello di rosa e, soprattutto, di carattere. Conte e i suoi non hanno mai abbassato la guardia e hanno infilato una striscia di diciotto risultati utili consecutivi in campionato. I festeggiamenti sono iniziati prima del previsto grazie all’inaspettato pareggio dell’Atalanta contro il Sassuolo. All’Inter vanno i più sinceri complimenti per la vittoria di un campionato dominato. Passando a un altro verdetto, i  nerazzurri hanno vinto l’ultima partita contro il Crotone, ufficializzando la loro aritmetica retrocessione in Serie B. Un anno difficile per i calabresi, inutile nascondere il divario tecnico con le altre formazioni; da non dimenticare le cifre di Simy e la bella storia di Messias. Gli squali, comunque, non sono gli unici a tornare in cadetteria: anche il Parma, con la sconfitta di ieri sera contro il Torino, saluta la A dopo tre anni e raccoglie i frutti di una stagione deludente in tutti i sensi. D’Aversa non è riuscito a tappare i buchi lasciati da Liverani su un gruppo con buone individualità ma troppo disorganizzato, specchio di una società confusa.

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SI LOTTA SU E GIÙ. Resta ancora tanto da stabilire. La lotta per la Champions League vede cinque squadre in lizza per tre posti disponibili. Le due più in forma, Atalanta e Napoli, hanno steccato contro Sassuolo e Cagliari. Al contrario, Milan e Juventus, tra le più in difficoltà, sono riuscite a portare a casa tre punti contro Benevento e Udinese. Dietro c’è una Lazio che vince col Genoa, non perde colpi e aspetta di giocare il match di recupero contro il Torino. Toro che ha vinto uno scontro fondamentale contro il Parma, conquistando punti più che preziosi in chiave salvezza. Le contendenti non fanno altrettanto bene: lo Spezia è salvabile con il pareggio a Verona, il Cagliari si mantiene solido e non perde da quattro turni, ma a perdere sono Benevento e Genoa e la Fiorentina conquista un punto dal gusto di sconfitta. In dubbio anche il posto per la nuova Conference League: era impensabile fino a poco tempo fa, ma la Roma rischia tanto, essendo in caduta libera. La tiene d’occhio il Sassuolo, a soli due punti.

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EMOZIONI ANCHE ALL’ESTERO. Manchester City e Bayern Monaco possono confermare la vittoria dei rispettivi campionati nazionali già alla prossima giornata. Il loro trionfo in patria è ipotecato, al contrario di quanto accade in Spagna e Francia. Il campionato iberico è una trama da film: Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona hanno due punti di distanza, mettendo in scena un finale di Liga davvero avvincente. I colchoneros sono in testa ma devono giocarsi lo scontro diretto contro i blaugrana. Dalla corsa a quattro per la conquista della Ligue 1, invece, sembrano esserne uscite Lione e Monaco; assisteremo ad un testa a testa tra il Lille e il PSG, che è secondo ma ad una sola lunghezza dagli avversari. Intanto l’Ajax ha alzato al cielo la trentacinquesima Eredivisie della sua storia con tre giornate di anticipo. In Portogallo, lo Sporting ha sei punti di vantaggio sulle altre e deve tenere duro per ancora quattro turni.

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I GIORNI DEL GIUDIZIO. Stasera riparte la UEFA Champions League con le semifinali di ritorno. Oggi Manchester City-Paris Saint Germain (1-2 per i citizens all’andata), domani Chelsea-Real Madrid (1-1 nei primi 90 minuti). Sono attese due partite febbricitanti, specialmente la prima, essendo altissima la curiosità di vedere la tanto narrata reazione dei parigini. Interessanti anche le semifinali di Europa League. Il Villareal ha stupito contro l’Arsenal e vuole passare il turno all’Emirates Stadium in virtù del 2-1 dell’andata. Dall’altro lato, la Roma deve sperare solo in un miracolo, ma il Manchester United ha un compito semplicissimo all’Olimpico: difendere il 6-2 conquistato a Old Trafford per prendersi la finale. La gestione giallorossa, comunque, fa capire quanto questa stagione non conti più niente: se scegli di escludere l’allenatore attuale per la prossima stagione due giorni prima del ritorno di una semifinale in Europa League, significa che gli obiettivi sperati non sono stati raggiunti.

Udinese-Juventus 1-2: Ronaldo in extremis ribalta tutto, una doppietta per  il secondo posto - la Repubblica

I MIGLIORI E I PEGGIORI. Migliori: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Richiamo nostalgico ai due migliori dell’ultimo decennio (se non della storia). Vuoi per l’età, vuoi per le squadre poco competitive in Europa, sono finiti un po’ in secondo piano, ma hanno ricordato al mondo che è vietato scordarsi di loro. Due doppiette fondamentali: il primo aiuta il Barça nella vittoria col Valencia (tra i due gol, una punizione magistrale), il secondo trascina una Juve molto brutta e decide la partita di Udine. Peggiori: Edin Dzeko e Kyle Krause. Ma non loro in particolare, servivano due uomini immagine per parlare di Roma e Parma. Il bosniaco diventa l’emblema con il rigore sbagliato, il proprietario americano dei crociati serve come specchio di un organico che non ha assolutamente funzionato. Per carità, è un capro espiatorio, ma qualcosa, più di qualcosa a Parma non è andato.